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Vivere in montagna è una scelta di vita particolare, bisogna essere pronti a rinunciare a molte comodità, ad affrontare situazioni talvolta estreme, ad accettare la solitudine, a guadagnare meno, ma si può fare se si ha coraggio e determinazione.

La mia storia

Nell’immagine qua sopra potete vedere la mia casetta, il posto in cui vivo la maggior parte dell’anno.

Io mi ritengo fortunato perché i miei nonni hanno trascorso la loro intera vita in montagna, e quindi ho ereditato un terreno su cui ho fatto costruire un piccolo prefabbricato in legno. L’idea iniziale non era di viverci, ma di trascorrere qualche weekend in montagna con gli amici. Con il passare del tempo però ho iniziato a passare più tempo in quella casetta che nella casa giù a valle, fino al punto da considerare il mio rifugetto in legno come prima abitazione.

È molto piccolo, circa 20 metri quadrati, circondato dal verde, senza recinzioni nè altro, apro la porta e vedo solo erba, alberi e una piccola stradina in lontananza. Questo è il posto in cui voglio vivere, e se l’hanno fatto i miei nonni in un’epoca con scarse possibiità, allora posso riuscirci anche io.

Vivere in montagna non è come in vacanza

Vivere in montagna è bellissimo. Natura, silenzio, animali selvatici, fiumi, stelle, aria pulita, calma e serenità, ci sono moltissimi fattori favorevoli alla vita sulle alte vette. Certo però montagna significa anche solitudine, freddo, lontananza dai servizi, pericoli etc. Non è una scelta da prendere a cuor leggero.

Vivere in montagna non è però come trascorrerci le vacanze

Moltissimi amano la montagna e trascorrono weekend o settimane intere ad avventurarsi sui sentieri, in cerca delle meraviglie che la natura ha da offrire. Ma la vacanza non è la vita normale, sono due cose molto diverse. In vacanza si è spensierati, non ci si occupa di nulla, nella vita invece abbiamo pensieri e responsabilità. Proprio questi in montagna possono addirittura aumentare rispetta alla città.

La montanga è tante cose belle, e se stai leggendo questo articolo penso le conosci già. Però ci sono anche aspetti difficili. Dico difficili perché per me non sono negativi, sono praticolarità di questa tipologia di vita.

Difficoltà

La prima cosa da tenere in mente è la lontananza. Trovarsi da soli in mezzo ai monti, lontani dal rumore e dal caos è bellissimo, ma bisogna tenere presente che si è lontani anche da ciò che può esserci di aiuto. Farmacia, medici e ospedali sono più lontani, quindi è fondamentale avere un buon kit di primo soccorso e saperlo utilizzare. È meglio evitare di fare lavori pesanti senza avere la giusta esperienza, meglio lavorare insieme a qualche altra persona.

Inoltre anche i supermercati sono più lontani. Fortunatamente esistono piccole botteghe abbastanza rifornite, e consiglio sempre di fare la spesa in questi posti, perché le attività in montagna sono difficili da portare avanti e chi ama questi luoghi ha il dovere morale di contribuire a mantenerli in vita. Talvolta però capita di dover acquistare qualcosa di particolare, che si può trovare solamente in grandi centri commerciali o in negozi specializzati che si trovano solamente in città. 

Io per esempio un paio di volte al mese scendo a valle, mi sparo la mia bella oretta di macchina e acquisto tutto ciò di cui ho bisogno (sono diventato grande amico della ferramenta 🙂 ) e per il resto ogni due o tre giorni vado al negozietto e compro qualcosa da mangiare lì. Bisogna farsi una buona lista della spesa e programmare i pasti a lungo termine. Il freezer aiuta in questo. Certo se ci si dimentica di qualcosa è un po scomodo impiegare altre due ore per andarlo a comprare… Serve organizzazione.

Un fattore negativo è anche il freddo. D’inverno è tosta, ma anche in estate capita di dover accendere la stufa. Il sole non offre molte ore di luce e in inverno fatica a mostrarsi e riscaldare come si deve, perciò avere una buona scorta di legna è fondamentale. Il vantaggio è che non c’è nulla di più accogliente del calore che regala la legna bruciata, anche se richiede molto lavoro.

Infine in montagna manca tutta la parte dell’intrattenimento, e anche se a me non manca affatto per alcuni può essere importante. Non ci sono cinema, teatri, concerti, musei, fiere né attività sociali, escludendo qualche weekend estivo. Questo a me non manca, non ho bisogno della TV o di andare al cinema, mi basta aprire la finestra e immergermi nella natura.

Come guadagnare vivendo in montagna

Moltissime persone mi fanno questa domanda, e ho già scritto un articolo dedicato su attrezzaturatrekking.it, puoi andare a leggerlo per avere più informazioni.

In sintesi però posso dirti che la montagna non è morta, esistono molte possibilità. Certamente però non è come in città, non ci sono molte aziende e bisogna adattarsi. È impensabile pensare di trovare lavoro per una multinazionale, più semplice invece lavorare per una piccola azienda agricola a conduzione famigliare, o addirittura aprirne una.

Per mia esperienza posso dirti che in montagna si può lavorare in questi ambiti:

  • Agricoltura
  • Allevamento
  • Edilizia
  • Ristorazione
  • Informatica

 

Agricoltura e allevamento sono la base della nostra vita, e sebbene non offrano compensi miliardari riescono a garantire un buon sostegno e una qualità di vita invidiabile.

La ristorazione invece recentemente sta avendo un grandissimo successo sulle montagne, complice la febbre da trekking che si sta diffondendo in Italia. Io non ho mai preso in considerazione questa opzione perché sono un tipo socievole ma solitario, non amo stare in mezzo a troppa gente, ma in realtà è un buon modo per guadagnare vivendo in montagna.

Tutti hanno bisogno di un posto in cui vivere, e l’edilizia può essere una buona attività da lanciare in montagna. Specializzarsi in ristrutturazione di baite utilizzando materiali consoni e mantenendo lo stile originale delle abitazioni è un buon business. Ogni valle ha bisogno di ristrutturazione e imporsi in questo mercato può essere molto interessante.

Infine vi parlo del mio lavoro, che ha a che fare con l’informatica. Oggi grazie ad internet possiamo lavorare da quasiasi parte del mondo. Non tutti i lavori però si prestano allo smart working. Io sono un programmatore e un amministratore di sistemi Linux e lavoro per un’azienda di Milano. Ho la mia connessione, i miei due computer e riesco a svolgere tutto quanto da quassù. Talvolta devo andare in sede ma lo faccio con piacere, una gitarella in città per poi tornare nella pace dei miei monti. 

In questo caso contano molto le capacità tecniche. Bisogna essere molto bravi nel proprio lavoro, completamente autonomi e in grado di risolvere tutti i problemi da soli, senza poter chiedere consigli o aiuti al collega alla scrivania accanto. Da quando lavoro da remoto sento un carico maggiore di responsabilità, anche perché mi occupo di cose importanti, ma la libertà che ne deriva non ha prezzo per me.

Questo è il mio ufficio quando ci sono più di 18 gradi

Conclusione

Quindi si può vivere e lavorare in montagna? La risposta è si, conosco molte persone sotto i trent’anni che lo stanno facendo. Bisogna essere disposti a rinunciare a molte cose, sapere che non si diventerà mai ricchi monetariamente, che si dovrà lavorare duramente, sia dal punto di vista mentale che fisico, ma se si è convinti è una vita che ripaga ampiamente.

Un consiglio da dove partire?

Presto detto: cerca un lavoretto, anche solo stagionale, presso una delle attività di montagna. Può essere fare il cameriere in un albergo come il cuoco in rifugio. Cerca di farlo sia d’estate che di inverno per capire come cambia la vita a seconda delle stagioni, e dopo un paio d’anni avrai le idee chiare e potrai decidere se fare il grande salto e acquistare un terreno o un rudere da ristrutturare e cambiare vita.

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